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Ipertrofia prostatica

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Ipertrofia prostatica
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Terapia medica della ipertrofia prostatica

LICOSER : serenoa, licopene, zinco, vitamina E

LICOSER PLUS: serenoa,urtica dioica,licopene, the verde 

Devono essere fatte delle precisazioni distinguendo i pazienti in:

asintomatici o con sintomatologia molto lieve l'atteggiamento più razionale consiste nell'attenta osservazione dei pazienti, che vanno rassicurati sulla natura benigna della malattia e vanno seguiti con periodiche visite ed esami non invasivi (analisi di laboratorio, uroflussometrie, eventuali ecografie).
sintomatici con indicazioni e modalità di trattamento dipendenti dall'entità dei sintomi e dall'eventuale presenza di complicazioni.

Nelle fasi iniziali della malattia, quando i sintomi sono lievi o moderati ed esiste un buon compenso detrusoriale, è indicata in linea di massima una terapia medica, in grado di migliorare la sintomatologia soggettiva ed eventualmente anche parametri obiettivi (uroflussometria, residuo vescicale post-minzionale, dimensioni della prostata). Accanto alla tradizionale fitoterapia, che si avvale di numerosi estratti vegetali (Serenoa repens, LICOSER / LICOSER PLUS   cpr 320mg/450mg una compressa alla sera per sei mesi) capaci di ridurre i disturbi minzionali (luts) senza provocare effetti collaterali di rilievo, sono oggi disponibili terapie in grado di agire sui meccanismi patogenetici dell'ipertrofia prostatica. Da una parte farmaci ad azione bloccante il colesterolo (mepartricina) e numerosi preparati ormonali (estrogeni, progestinici, agonisti LH-RH, antiandrogeni, inibitori della 5 alfa-reduttasi, inibitori dell'aromatasi) agiscono riducendo la produzione degli androgeni e/o degli estrogeni, oppure interferendo con gli effetti iperplasizzanti che tali ormoni esercitano a livello prostatico. In particolare gli inibitori dell'enzima 5 alfa-reduttasi sembrano in grado di ridurre la componente meccanica dell'ostruzione cervico-uretrale tramite una riduzione significativa delle dimensioni della prostata, con effetti collaterali relativamente scarsi. D'altra parte gli alfa-bloccanti agiscono sulla componente dinamica dell'ostruzione, migliorando rapidamente la sintomatologia soggettiva e i valori di flusso urinario. Essi possono quindi essere utilmente associati agli inibitori della 5 alfa-reduttasi.

Terapia chirurgica della ipertrofia prostatica

Indicata nelle fasi avanzate della malattia, con i disturbi minzionali intensi , persistenti alla terapia medica , con ritenzione cronica di urina e residuo vescicale post-minzionale, oppure in presenza di complicazioni (dilatazione delle alte vie escretrici (idronefrosi bilaterale ), insufficienza renale cronica, calcoli e diverticoli vescicali secondari, ripetuti episodi di ritenzione acuta d'urina o di ematuria macroscopica, infezioni urinarie recidivanti), è certamente indicato il trattamento chirurgico o endoscopico, consistente nella rimozione del tessuto iperplasico. L'adenomectomia chirurgica può essere effettuata per via retropubica (intervento di Millin) o sovrapubica transvescicale;
Le principali indicazioni all'intervento chirurgico sono rappresentate da un'ipertrofia prostatica di cospicuo volume e/o da eventuali patologie associate o secondarie tali da richiedere una correzione chirurgica (ad esempio calcoli e diverticoli vescicali). L'adenomectomia endoscopica consiste nella resezione transuretrale dei lobi iperplasici (T.U.R.P.= transurethral resection of the prostate). La prostatectomia laser attraverso la vaporizzazione del tessuto prostico eccedente (Holep) o Holap (adenomctomia con il laser) costituiscono attualmente il trattamento più efficace e più largamente proponibile, specialmente in caso di ipertrofia prostatica di piccolo e medio volume. In questi casi la T.U.R.P. è preferibile all' adenomectomia a cielo aperto per la minore invasività (mancanza di cicatrice chirurgica, minor degenza post-operatoria). In caso di prostate piccole ma ostruenti, in alternativa alla T.U.R.P. può essere utilizzata la incisione endoscopica della prostata, al fine di ridurre il rischio dell' eiaculazione retrograda. Infine, nei pazienti con sintomatologia severa ma che non possono essere operati per le scadenti condizioni cliniche si possono proporre:

  1. il posizionamento di una protesi endouretrale
  2. la dilatazione con palloncino dell'uretra prostatica
  3. l'ipertermia locale a microonde mediante sonde transrettali e/o transuretrali
  4. il cateterismo vescicale intermittente
  5. il posizionamento di un catetere vescicale a dimora.
INFORMAZIONI

ulteriori approfondimenti sul sito www.fitoprostata.org



 
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