| Home | Chi siamo | Componenti | Argomenti utili | Notizie | Attrezzature | Acquista Online | Faq | Contatti |
Servizio online GRATUITO di consulenza a disposizione degli utenti per i loro problemi... Scrivi ai nostri specialisti che risponderanno GRATUITAMENTE entro breve tempo ai tuoi quesiti...
Shopping online integratori
Home arrow Varie arrow Ipertrofia prostatica

Ipertrofia prostatica

Stampa E-mail
Indice articolo
Ipertrofia prostatica
Pagina 2
Pagina 3
Pagina 4
Pagina 5

La prostata, il cui nome deriva dal greco PROSTEITOS significa "posta davanti"....alla vescicaa, è una ghiandola esocrina appartenente all'apparato genitale maschile, simile per forma e volume ad una castagna con la base rivolta cranialmente e l'apice caudalmente. Nell'adulto pesa mediamente intorno ai 25-30 grammi.

Brea srl

Anatomia topografica

E' situata sotto la base della vescica, sopra il diaframma urogenitale, dietro alla sinfisi pubica e al davanti dell'intestino retto; circonda completamente la prima porzione dell'uretra, denominata uretra prostatica. Inoltre è attraversata obliquamente dai dotti eiaculatori, che sboccano nell'uretra prostatica ai lati del veru montanum o collicolo seminale, ed è sormontata dorsalmente dalle vescicole seminali e dalle ampolle deferenziali.

Brea srl

Lo sviluppo della prostata avviene a partire dalla decima settimana di vita embrionale. In questo periodo gemme epiteliali derivanti dall'endoderma della porzione pelvica del seno urogenitale proliferano per effetto degli androgeni prodotti dal testicolo e si invaginano nel mesenchima che circonda il primo tratto dell'uretra. Da tali gemme origina l'epitelio ghiandolare, mentre dal mesenchima circostante deriva lo stroma fibro-muscolare dell'organo. La distribuzione delle componenti epiteliale e stromale nella prostata non è uniforme: ciò permette di distinguere, nel contesto della ghiandola, varie zone aventi caratteristiche strutturali e funzionali proprie. Secondo il più recente modello anatomico di McNeal si possono invece distinguere nell'organo 3 zone differenti ghiandolari (zona periferica, zona centrale e zona di transizione).

Brea srlBrea srl

Per quanto riguarda le zone ghiandolari va precisato che:
• La zona periferica, contenente circa il 70% del tessuto ghiandolare, è l'area più spesso interessata dal carcinoma e dai processi infiammatori dell'organo.
• La zona centrale, comprendente circa il 25% delle strutture ghiandolari, circonda i dotti eiaculatori e si estende dalla base della prostata allo sbocco dei dotti eiaculatori.
• la zona di transizione, che rappresenta solo il 5% del tessuto ghiandolare, è composta da due piccole aree periuretrali situate subito cranialmente al veru montanum e costituisce la sede di origine dell'ipertrofia prostatica benigna.

ISTOLOGIA

La struttura istologica della ghiandola è tubulo-alveolare o acinosa e la sua organizzazione ricorda quella di un grappolo d'uva, con tanti acini immersi nello stroma e da esso separati ad opera di una membrana basale.
I dotti delle ghiandole più craniali hanno un decorso obliquo verso il basso, mentre quelli delle ghiandole più caudali sboccano nell'uretra ad angolo retto: quest'ultima disposizione favorisce il reflusso di urina nei dotti prostatici, che a sua volta può innescare un processo flogistico (Prostatite). Attualmente si ritiene che l'IPB sia soprattutto una malattia dello stroma , dato che l'iperplasia interessa inizialmente il tessuto fibro-muscolare e solo secondariamente la componente epiteliale della ghiandola. Inoltre l'IPB si manifesta clinicamente di solito in un'età adulta matura o avanzata, quando aumenta nella circolazione sistemica il rapporto tra gli estrogeni e gli androgeni (in particolare tra il 17ß-estradiolo ed il testosterone liberi, cioè non legati alle proteine plasmatiche). Il ruolo degli estrogeni può essere quindi quello di stimolare l'iperplasia stromale, che a sua volta indurrebbe l'iperplasia epiteliale. Un altro importante effetto degli estrogeni è rappresentato dall'aumento numerico dei recettori per gli androgeni nella prostata: in base a questa osservazione si è ipotizzata l'esistenza di un sinergismo d'azione tra estrogeni ed androgeni nella patogenesi dell'IPB.

FUNZIONE DELLA PROSTATA

La funzione della prostata è essenzialmente quella di produrre ed emettere un secreto che entra nella composizione del liquido seminale e che ha il compito di fornire energia agli spermatozoi, a proteggerli ed a favorirne la diffusione nel canale vaginale, di cui ne diminuisce l'acidità. Inoltre tale secreto è in grado di esercitare un'azione battericida contro i germi gram negativi attraverso un fattore antibatterico che verosimilmente è costituito da un sale di zinco.

PERCHE LA GHIANDOLA SI ACCRESCE

L'accrescimento cellulare e la funzione della prostata sono regolati da meccanismi
• SISTEMICI: implicano l'intervento di alcuni ormoni, tra cui principalmente gli androgeni e gli estrogeni;
• LOCALI: correlati con l'azione di fattori di crescita, prodotti dallo stroma per stimolare l'epitelio ghiandolare, e di fattori inibitori, prodotti dall'epitelio con funzione di feed-back negativo (i cosiddetti caloni).

Gli ormoni androgeni

Gli androgeni sono senza dubbio gli ormoni più importanti nel controllo della funzione della prostata. L'androgeno principale è il testosterone, prodotto per la maggior parte dalle cellule di Leydig del testicolo; la regolazione della sua produzione avviene mediante l'asse ipotalamo-ipofisi-gonadi ed implica l'intervento dell'ormone di rilascio delle gonadotropine (GnRH), secreto dall'ipotalamo, e delle gonadotropine ipofisarie (LH e FSH). Il testosterone è presente in circolo in gran parte legato a proteine, tra cui specialmente la globulina legante gli ormoni sessuali (SHBG) e l'albumina; solo una piccola quota è in forma libera (Testosterone libero) , la forma biologicamente attiva. La maggior parte degli effetti esercitati da quest'ormone sull'apparato genitale maschile sono mediati dal diidrotestosterone (DHT), metabolita del testosterone provvisto di un'affinità per i recettori androgenici nettamente maggiore rispetto al testosterone stesso. La trasformazione del testosterone in DHT avviene ad opera di un enzima, la 5 alfa-reduttasi, presente soprattutto nelle cellule epiteliali delle ghiandole prostatiche. Il DHT si lega ad un recettore citoplasmatico e migra quindi nel nucleo delle cellule prostatiche, dove innesca una serie di eventi biochimici (trascrizione del messaggio genetico iscritto nel DNA, sintesi di RNA messaggero e ribosomiale, sintesi di proteine cellulari, aumento numerico delle mitosi). Il risultato di tali modificazioni cellulari in senso iperplastico è l'accrescimento del tessuto prostatico.
(vedasi funzione della finasteride e della serenoa repens (LICOSER / LICOSER PLUS

INFORMAZIONI



 
< Prec.   Pros. >






Brea Shop Cart

BREA Shop
Il carrello Ŕ vuoto.

Collaboratori


patrizio vicini collaboratore
studio gallo collaboratore

Dr. Davide Barletta davide barletta quad

Vedi la bio e curriculum

Amb.: Viale Montegrappa 8/A  Pavia

2016 Brea s.r.l. | Grosseto p.iva 01365550530 | Cap.Soc. 10.000 int.ver. | Rea 117639 Cam.Comm. di Gr n.01365550530 | Condizioni | Privacy policy