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Le emorroidi

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Indice articolo
Le emorroidi
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TERAPIA MEDICA
La regolarizzazione dell’alvo è tassativa.
Trattamento medico delle emorroidi con farmaci vasoattivi: appartengono a varie categorie di sostanze, più o meno attive. E’ consigliabile tra le varie formulazioni in commercio, quella tra meliloto, rutina, diosmina denominata
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TERAPIA LOCALE
Pomate lubrificanti,antinfiammatorie, sono presenti in commercio in varie associazioni(BREAFLOG CREMA  6,5 )
TERAPIA INVASIVA
La legatura elastica: benché praticata correntemente nel Medio Evo ha dovuto aspettare gli anni 80 per avere ampia diffusione.
Indicazioni: le emorroidi di 1°, 2° grado ed a volte un 3° grado iniziale.
La tecnica prevede la legatura mediante elastico del gavocciolo emorroidario all’interno del canale anale, senza alcuna anestesia e senza dolore. Il tessuto strozzato va in necrosi e si stacca tra il 4° e 10° giorno: la piccola ulcere residua cicatrizza dopo 20 giorni circa.
Le iniezioni sclerosanti: indicate nelle emorroidi di 1° e 2° grado, consistono nell’iniettare sostanze irritanti che modificano la vascolarizzazione locale.
I raggi infrarossi: indicati nel 1° e 2° grado, prodotti da uno speciale apparecchio, si trasformano in calore nel tessuto provocando coagulazioni intravasali.
La criochirurgia: dopo gli entusiasmi iniziali ha subito un netto declino . Il metodo consiste nel raffreddare il gavocciolo con l’applicazione di azoto liquido a -196 ° C. Poichè l’azione non è controllabile, la apparente semplicità e le mani a volte inesperte hanno provocato non lievi danni.
LA TERAPIA CHIRURGICA
deve rispondere ad alcuni requisisti e soprattutto a mantenere una normale continenza, ottenere una riposizione ed una fissazione dei piani del canale anale , asportare meno tessuto mucoso possibile per evitare stenosi.
L’intervento di Milligan- Morgan: è l’intervento più razionale e consiste nell’asportazione dei soli gavoccioli emorroidari. Le complicanze scarse e poco importanti, le recidive minime, il dolore post-operatorio contenuto rendono tutt’oggi l’intervento affidabile soprattutto se non vi è un netto prolasso mucoso. Questo intervento può essere effettuato anche con il laser CO2, con minore dolore e minore tendenza alla cicatrizzazione anche se non vi è sostanziale differenza nella effettuazione.
Intervento di Longo: indicato soprattutto nel 3° e 4° grado con prolasso ben riposizionabile, è stato un salto di qualità nel prolasso mucoemorroidario, sempre se si rispettano le indicazioni. Consiste nella sezione con cucitrice meccanica circolare di un cilindro di mucosa rettale e successiva riposizione delle emorroidi nella sede originale con facilità dello scarico venoso e diminuzione dell’apporto arterioso. Può avere complicanze immediate come la emorragia che può essere molto seria anche se in un numero minimo di casi, e tardive come la recidiva di uno o più gavoccioli dovuto alla cattiva presa delle grappette od alla lacerazione della mucosa.
Metodica HDL: comparsa negli ultimi anni,è indicata nel 2° e 3° grado inziale, consiste nella legatura delle arterie individuate all’origine della emorroide con apposito anuscopio doppler. Le emorroidi diminuiranno così dopo poco tempo il loro volume e cesseranno di sanguinare.

 

INFORMAZIONI

ulteriori approfondimenti sul sito www.fitovene.net



 
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