Patologie e ricerche

Neovescica ortotopica

Le neovesciche ileali ortotopiche, rappresentano le derivazioni urinarie di prima scelta dopo cistectomia radicale. Per far si che si possa eseguire la ricostruzione,è fondamentale che l’uretra sia integra, escludendo qualsiasi tipo di infiltrazione tumorale.

La nuova vescica viene totalmente ricostruita utilizzando una porzione di ansa intestinale opportunamente riconfigurata in modo da ottenere un serbatoio di capienza adeguata a contenere le urine tra una minzione e l'altra.

L’ aggettivo “ortotopico” significa “nello stesso luogo” e neovescica significa “nuova vescica”, ciò vuol dire che  viene confezionata una nuova vescica usando una porzione di intestino  e collocata al posto di quella naturale.

L’intervento chirurgico si compone di due fasi:

  • la prima fase demolitiva corrisponde alla cistectomia, ovvero la rimozione della vescica malata.
  • la seconda fase è invece quella ricostruttiva, in cui viene confezionata la neovescica e collocata al posto di quella appena rimossa.

La neovescica viene rimodellata a partire da un segmento intestinale, solitamente 40–50 cm d’ileo, che viene isolato dal resto dell’intestino. Questo segmento viene detubularizzato e riconfigurato ovvero viene aperto per creare una superficie piatta al posto di un tubo cavo e rimodellato per creare un contenitore che raccoglierà le urine. Il serbatoio così creato verrà poi collegato agli ureteri e all’uretra.

neovescica ortotopica

Lo stimolo

Il problema di una vescica costruita con un segmento di intestino è che non può riprodurre tutte le funzioni di una vescica normale per il motivo che non ha la stessa innervazione della vescica naturale per cui si perdono i classici stimoli della funzione urinaria. Il modo di urinare dopo l’intervento sarà differente. È importante che fin da subito il paziente  conosca queste differenze per poter imparare a convivere con la sua nuova vescica.

Lo stimolo sarà sostituito da una vaga sensazione di gonfiore addominale ed in ogni caso è necessario urinare regolarmente “ad orario” ogni 3 o 4 ore. In una fase iniziale l’orologio costituirà il miglior sostituto dello stimolo ad urinare, successivamente con l’esperienza si riuscirà sempre meglio ad accorgersi di quando una vescica intestinale è piena.

Importante  è non trattenere l’urina troppo a lungo di giorno.

Lo svuotamento

Lo svuotamento della neovescica è completamente diverso da quello di una vescica normale.

Lo svuotamento avviene per “ponzamento”, un termine questo che indica una spinta addominale simile a quella della defecazione. Alla spinta addominale deve corrispondere un completo rilasciamento degli sfinteri.

Sono necessarie spinte addominali ripetute per svuotare completamente la neovescica intestinale. Ci si accorge che lo svuotamento è completo allorquando, nonostante una spinta decisa, non uscirà più urina. Si può urinare in piedi, ma la posizione ideale è quella seduta.

La continenza

La perfetta continenza urinaria, diurna e notturna, non viene raggiunta subito dopo l’intervento, occorrono mesi di adattamento e di esercizi specifici; normalmente si raggiunge una soddisfacente continenza nell’ arco di 6/7 mesi.

Nel caso in cui fossero necessarie una o più minzioni durante la notte, è buona norma ridurre l’introduzione di liquidi la sera, in modo da ottenere un periodo di “sonno asciutto” di almeno 6-7 ore.

Il muco

Un aspetto che può risultare fastidioso ed in alcuni casi anche leggermente doloroso, è la produzione e la successiva espulsione, tramite l’ uretra, di muco.

Il muco intestinale viene prodotto fisiologicamente per permettere un più fluido passaggio delle feci sino allo sfintere anale. In pratica si deve sapere che la parete della neovescica intestinale continuerà per anni a produrre del muco in quantità più o meno abbondante. Si tratta di un fenomeno normale che non deve creare apprensione.

Per ovviare a questo effetto “collaterale” si può assumere sostanze naturali a base di Propoli (PROPOLBERRY 3P®) che fluidificano e riducono la produzione di muco.